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Borse oggi incerte per il nuovo balzo del greggio dopo che Trump ha respinto come inaccettabili le proposte dell’Iran. Ma il Kospi vince su tutti

Trump bolla la risposta iraniana come “totalmente inaccettabile” e il petrolio si infiamma oltre 105 dollari. In Asia il Kospi guadagna il 5% e JPMorgan alza ancora i target. Borse europee viste aprire poco variate. A Piazza Affari occhi a Intesa Sanpaolo, Tenaris

Borse oggi incerte per il nuovo balzo del greggio dopo che Trump ha respinto come inaccettabili le proposte dell’Iran. Ma il Kospi vince su tutti

La settimana inizia in Asia Pacifico con un altro record della borsa della Corea del Sud, ma anche con una nuova impennata del prezzo del petrolio a causa del mancato accordo tra Usa e Iran, trasferendo preoccupazione sulle altre piazze azionarie. Guadagna terreno il dollaro, mentre tornano le vendite sull’oro. In settimana gli investitori avranno da esaminare alcuni dati chiave macro negli Usa, ma soprattutto l’incontro tra il presidente statunitense Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping a Pechino. Intanto Vladimir Putin si è dichiarato aperto a una risoluzione del conflitto in Ucraina, e ha indicato Gerhard Schröder come possibile negoziatore.

Trump bolla la risposta iraniana come “totalmente inaccettabile” e il petrolio si infiamma

Le proposte dell’Iran di porre fine alla guerra in Medio Oriente inviate ieri sono state bollate stanotte in un post sui social media da Trump che ha definito la risposta “totalmente inaccettabile”. Ieri Teheran aveva pubblicato una proposta per porre fine alla guerra su tutti i fronti, includendo la richiesta di un risarcimento per i danni di guerra e il riconoscimento della sovranità iraniana sullo Stretto di Hormuz. Teheran inoltre si è offerta di trasferire parte delle sue scorte di uranio altamente arricchito a un paese terzo, ma ha respinto l’idea di smantellare i suoi impianti nucleari, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal.

Intanto entrambe le parti faticano a mantenere un fragile cessate il fuoco, prolungando di fatto la chiusura dello strategico Stretto di Hormuz. Ieri un attacco di droni, che ha brevemente incendiato una nave mercantile al largo del Qatar nel Golfo Persico, rappresenta l’ultimo attacco al traffico marittimo nella regione dall’inizio del cessate il fuoco ai primi di aprile. Anche gli Emirati Arabi Uniti e il Kuwait hanno dichiarato di aver intercettato droni ostili.

Un flusso limitato di rifornimenti è riuscito a transitare attraverso lo stretto, con gli Emirati Arabi Uniti e l’Arabia Saudita che sono riusciti a far uscire clandestinamente diverse petroliere, ma i flussi totali rimangono solo una frazione di quelli prebellici. Anche il Qatar è riuscito a far uscire una spedizione di gas naturale liquefatto , la prima dall’inizio del conflitto.

In un sondaggio di Goldman Sachs, la maggior parte deli intervistati ha previsto che i flussi attraverso lo Stretto resteranno interrotti oltre la fine di giugno. In un’intervista andata in onda ieri su Cbs, il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha avvertito che la guerra con l’Iran “non è finita” aggiungendo che è necessario ulteriore lavoro per smantellare le capacità nucleari del Paese e rimuovere le sue scorte di uranio altamente arricchito.

Il Brent con scadenza a luglio è salito del 4,4% a 105,78 dollari al barile alle 12:01 a Singapore, dopo aver chiuso in rialzo dell’1,2% venerdì. Il prezzo del WTI con consegna a giugno è aumentato del 4,9%, raggiungendo i 100,14 dollari al barile. La quasi totale chiusura del giacimento di Hormuz dall’inizio della guerra alla fine di febbraio ha bloccato le forniture di petrolio greggio, gas naturale e carburanti ai clienti globali alimentando i timori di inflazione. L’Agenzia Internazionale dell’Energia afferma che il conflitto sta causando il più grande shock dell’offerta della storia.

Occhi sull’incontro Trump-Xi Jinping a Pechino questa settimana

Trump ha in programma un incontro con il presidente Xi Jinping questa settimana e, secondo quanto riferito ieri da funzionari statunitensi, si prevede che tra gli argomenti di discussione ci saranno anche il sostegno della Cina all’Iran e le potenziali esportazioni di armi. Tra gli altri temi all’ordine del giorno sono previsti Taiwan, intelligenza artificiale e armi nucleari, nell’ambito delle valutazioni sull’estensione di un accordo sui minerali critici.

I future sull’S&P 500 sono in calo dello 0,1%, mentre i future sul Nasdaq sono rimasti pressoché invariati. La scorsa settimana le azioni avevano raggiunto massimi storici grazie a risultati aziendali positivi e a un solido rapporto sull’occupazione. In agenda questa settimana le trimestrali dell’azienda di apparecchiature di rete tecnologica Cisco e il produttore di apparecchiature per semiconduttori Applied Materials. I pesi massimi Nvidia e Walmart pubblicheranno i dati entro la fine del mese.

In Asia è ancora il Kospi a brillare con un +5% e JPMorgan alza i target

Nella Corea del Sud, l’indice Kospi di Seul è salito di quali il 5%, +86% da inizio anno, trainata dal produttore di chip Samsung Electronics e da SK Hynix, con il prezzo delle azioni di quest’ultima quasi triplicato dall’inizio dell’anno. JPMorgan ha alzato i suoi target per le azioni sudcoreane per la seconda volta in meno di un mese, citando il miglioramento del ciclo dei semiconduttori, le riforme della governance aziendale e la crescita del settore industriale. La banca di Wall Street ha ora portato il suo target di base per il Kospi a 9.000 e il suo target rialzista a 10.000, il che implica un potenziale rialzo del 33% rispetto alla chiusura di venerdì. Questi valori si confrontano con i target di base e rialzisti di 7.000 e 8.500, fissati a fine aprile. La mossa di JPMorgan segue quella di Goldman Sachs, che la scorsa settimana ha alzato il suo target per il Kospi a 9.000 punti, citando il forte slancio degli utili in Asia.

In Giappone l’indice Nikkei di Tokyo è in calo dello -0,2%. Da segnalare il caso di Nintendo che perde circa il 10%, dopo che nelle comunicazioni del trimestre la società ha previsto un calo delle vendite di hardware e software superiore alle aspettative e ha avvertito che l’impennata dei costi dei chip di memoria sta incidendo sui margini. Il produttore di videogiochi con sede a Kyoto ha pubblicato venerdì una previsione sorprendentemente pessimistica, stimando 16,5 milioni di unità vendute della sua console Switch 2 per l’anno fiscale in corso, accompagnate da 60 milioni di copie di software. L’aumento dei costi dei componenti di memoria e archiviazione sta pesando su marchi di elettronica come Nintendo e l’altro produttore di console Sony Group Corp., che devono anche fare i conti con i dazi, con i costi di spedizione elevati e con una spesa discrezionale fiacca.

In Cina l’indice CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen +1,3% al massimi dal 2021. Hang Seng di Hong Kong -0,7%. Taiex di Taipei +0,3%. In Cina i prezzi alla produzione sono aumentati del 2,8% in aprile, il primo rialzo in oltre tre anni, e i prezzi al consumo sono cresciuti dell’1,2%, superando le aspettative a causa dell’aumento dei costi del carburante.

Si apprezza lo yen, a 157,5 su dollaro. Il mercato valutario sarà al centro dell’incontro tra il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent e il primo ministro Takaichi, il ministro delle Finanze Katayama e altri esponenti del governo. Il dollaro mantiene al momento il suo ruolo di riserva di liquidità durante gli eventi di rischio. L’euro è sceso dello 0,28% a 1,1754 dollari. Al contrario l’oro non viene più considerato bene rifugio. Oggi è in calo dello 0,5% a 4.690 dollari l’oncia.

Borse europee viste aprire poco variate. A Piazza Affari occhi a Intesa Sanpaolo e Tenaris

I mercati europei dovrebbero aprire sulla parità. Future sull’Euro Stoxx 50 +0,1%.

Banca Mediolanum – Massimo Doris conferma l’assenza di interesse per operazioni di M&A e sottolinea i benefici derivanti dall’attuale consolidamento del settore bancario. Oggi e domani si svolgerà la convention nazionale a Torino.

Diasorin – Ha chiuso il primo trimestre con ricavi pari a 287 milioni di euro, -3% a cambi costanti, e ha confermato la guidance per il 2026. L’Ebitda rettificato è diminuito del 13% a 90 milioni di euro, margine al 31%.

Intesa Sanpaolo – Dati i vincoli antitrust, Intesa non può pensare a un M&A sulla compagnia assicurativa. Lo ha dichiarato l’AD Carlo Messina. I risultati trimestrali hanno visto un record dell’utile netto e delle commissioni. La banca ha confermato l’outlook 2026. Morgan Stanley ha abbassato la raccomandazione a Equalweight da Overweight su Intesa Sanpaolo -portando il target price a 6,60 euro, dai 6,80 euro precedenti.

Snam – Ha concordato con 24 banche alcune modifiche alle linee di credito che portano il tetto a 5,1 miliardi da 4 miliardi ed estendono la scadenza per il rimborso. Lo ha scritto Il Messaggero.

Tenaris – Ha acquisito la totalità di Artrom Steel Tubes, produttore rumeno di tubature in acciaio, per 86 milioni di euro.

Cnh – Goldman Sachs ha abbassato il rating a Neutral da Buy.

Maire – BNP ha abbassato il rating da Outperform a Neutral.

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